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  • Super League delle Nazioni Cattaneo settimo nei 100 metri

    Il velocista di Rovellasca unico comasco con la maglia azzurra

    Una dignitosa Italia si è piazzata settima (221 punti) al campionato europeo di Super League a squadre di atletica leggera. Con undici Nazioni presenti (squalificata la Russia) si è svolto a Lille (Francia) e sulla pista blu del Metropole l’unico lariano dei 49 azzurri è stato il velocista rovellaschese Federico Cattaneo (Riccardi Milano).

    Cattaneo ha corso i 100 e centrato l’obiettivo, non scontato, di accedere alla finale qualificandosi con il sesto crono di 10”54 (10”28 il personale realizzato quest’anno). Poi ha chiuso al settimo posto (10”47), con podio occupato da Harry Aikines Aryeetey (10”21, Gran Bretagna), Julian Reus (10”27, Germania), Churandy Martina (10”30, Olanda), campione continentale.

    Per Cattaneo si è trattato della prima convocazione nella nazionale maggiore in una gara individuale mentre è ormai una pedina inamovibile della staffetta 4x100.

    Purtroppo, per un problema fisico, lamentato poco prima del via, ha dovuto dare forfait e sostituito in terza frazione da Gaetano Di Franco (Antonio Infantino, Eseosa Desalu, Wanderson Polanco gli altri componenti). Rientrato d’Oltralpe, Federico Cattaneo si sta già sottoponendo agli esami clinici sperando che non via nulla di grave. Nel fine settimana incombono gli italiani assoluti a Trieste e Cattaneo (pluritricolore) è uno dei punti di forza del quartetto biancoverde.

    Relativamente al campionato europeo (prima edizione nel 2009 a Leiria, Portogallo) ad imporsi è stata la Germania (321,5 punti) nei confronti di Polonia (295) e Francia (270). La nostra squadra (sfortunata in qualche circostanza) ha ondeggiato lungamente fra il quinto e sesto posto per poi scivolare al settimo (preceduta da Gran Bretagna, Spagna, Ucraina), mentre sono retrocesse in First League Bielorussia e Olanda. 

  • Un murales per il “Borgo” scomparso quattro anni fa

    Il 27 giugno 2013 moriva Stefano Borgonovo, vittima della Sla

    Quattro anni fa moriva Stefano Borgonovo. Esattamente ieri è ricorso l’anniversario della scomparsa dell’amatissimo bomber colpito dalla Sla, e i tifosi non hanno dimenticato la ricorrenza.

    Anzi, in un momento complicato come questo l’attaccamento alle bandiere è ancora più importante nel cuore dei tifosi. E allo stadio, all’ingresso della curva nella zona dell’hangar, sul muro tra la curva e i distinti, è stato realizzato un murales di grosse dimensioni che raffigura il giocatore.

    Il murales è accompagnato da una scritta particolarmente significativa «Non esiste paura nel cuore di chi lotta». Stefano oggi avrebbe 53 anni, poco più di un anno fa nel marzo 2016, in occasione del suo compleanno, gli fu dedicato il piazzale antistante l’ingresso principale dello stadio Sinigaglia: anche quello fu un omaggio fortemente voluto proprio dai tifosi.

  • Corsolini: «Inutile sopportare Per Recalcati è meglio finirla qui»

    Riportiamo un estratto della rubrica “Ai lov dis gheim” come al solito firmata da Gianni Corsolini.

    Ecco un estratto di “Ai lov dis gheim”, l’abituale rubrica a firma di Gianni Corsolini, che troverete per intero pubblicato sulla Provincia di mercoledì 28 giugno.

    «Quando c’è stata la Serata delle Stelle a Cantù nel piazzale della Cassa Rurale Artigiana mi ero sinceramente illuso che la presidente Irina avesse sposato la tradizione, la storia, la cultura del nostro territorio.

    Le sue dichiarazioni mi erano apparse intelligenti, oltremodo diplomatiche e tranquillizzanti per tutti gli appassionati, specie per quanto riguarda la continuità e la politica giovanile.

    Dopo alcuni giorni è intervenuto il marito proprietario e abbiamo capito che, almeno su questo argomento, non era cambiato nulla.

    Oggi ci troviamo con l’ennesimo “en pass” dell’allenatore Recalcati, reso sotto contratto, a questo punto, soltanto per le pressioni dei locali che avevano fatto bene a consigliare questa soluzione alla proprietà.

    Non so quale sarà la scelta di Recalcati ma viste le dichiarazioni del proprietario e le scelte conseguenti ritengo che il buon Carletto farebbe buona cosa prima a se stesso e poi al movimento nostrano lasciando l’incarico. È difficile per un tipo come lui abbandonare il campo ma siccome penso che non ci siano in primis dei motivi di necessità assoluta, nel qual caso sarebbe giusto sopportare, tutto sommato è meglio chiudere.

    Per quanto riguarda me, resto un appassionato legato alla storia della nostra società, con la giusta gratitudine ma certamente con l’andazzo attuale non mi sento di proseguire anche il mio tifo seppur moderato e non da ultras».