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Sport News a Varese

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  • Cantù, tra salvezza e playoff Intanto in otto lanciano la fuga
    La situazione in campionato, con l’Acqua San Bernardo a +4 dalla posizione da evitare

    Alla prima giornata di ritorno la classifica di serie A si presenta già spaccata in due tronconi. Nella parte alta le otto squadre già qualificate alle Final Eight di Coppa Italia, nella parte bassa il resto della compagnia. Il vantaggio dell’ottava sulla nona è di quattro lunghezze anche se la graduatoria necessità una lettura più approfondita.

    Perché a quota 18 si rinviene un poker di squadre che occupano le posizioni dalla quinta all’ottava (quest’ultima è pure l’ultima utile per guadagnarsi i playoff). E con 14 punti insistono tre formazioni targate Trieste, Trento e Brescia.

    Dopodiché si rintracciano i cinque team che verosimilmente dovranno salvaguardare la permanenza nella massima serie. In quest’ambito, messa meglio di quanto si potesse prevedere alla vigilia del torneo è Pesaro che dopo l’avvicendamento in panchina (coach Boniciolli ha rilevato l’esonerato suo collega Galli) ha colto due vittorie in altrettante partite incamerando punti pesanti poiché strappati ad avversarie dirette quali Torino (dopo un tempo supplementare) e Pistoia (in trasferta).

    La Vuelle ha accumulato gli stessi successi dell’Acqua San Bernardo (sei) - battendola nello scontro diretto a Desio - , uno in più di Reggio Emilia che si ritrova nella zona pericolo decisamente più a sorpresa rispetto alle altre rivali.

    Sul fondo, Pistoia, il cui roster è probabilmente il meno performante dell’intero lotto, e quella Torino che veramente non riesce a ritrovare il filo del discorso e che ha perso 11 delle ultime 13 gare.

    Classifica: Milano p.28; Venezia, Avellino 22; Cremona 20; Sassari, Varese, Bologna, Brindisi 18; Trieste, Trento, Brescia 14; Pesaro, Cantù 12; Reggio Emilia 10; Torino, Pistoia 8.

  • Como, arriva il j’accuse di Corda «Presuntuosi, ora serve il bastone»
    Il direttore tecnico azzurro ce l’ha con tutti: squadra, arbitro e “cuori comaschi”

    Mea culpa, ma non solo. Lo sfogo di Ninni Corda dopo il pareggio con l’Olginatese non coinvolge solo la squadra, che resta comunque la prima imputata di questo passo falso. Una frenata che allarma tutto l’ambiente, anche al di là del risultato in sé.

    Perchè tornano gli spettri dell’anno scorso, di un girone di ritorno passato a cercare inutilmente di rincorrere il Gozzano, con frenate e cadute discutibili nei momenti cruciali. Per non parlare della delusione per il mancato ripescaggio. Parola che non si riesce quasi nemmeno più a pronunciare...

    «No no, non pensiamoci proprio. Quest’anno non esiste altro che il primo posto, di playoff non voglio nemmeno sentirne parlare», dice Corda.

    E prendiamone nota. Perchè onestamente il Como che si è visto dalla ripresa di gennaio in poi, soprattutto nelle due partite casalinghe, non è sembrato esattamente una squadra in grado di vincere facilmente. «Presuntuosi, ci siamo dimostrati troppo presuntuosi. Se si approccia così la partita si rischia di non vincere contro chiunque. È successo con l’Ambrosiana, dove ci ha aiutato la fortuna. Anche a Scanzorosciate, anche se lo scarso valore degli avversari ci ha consentito di nascondere il problema e di rimediare. Ma con l’Olginatese siamo scesi in campo come se andassimo a una scampagnata. E questa non è una squadra da affrontare in questo modo. Anche perchè noi abbiamo sempre problemi contro i sedicenti “cuori comaschi”...».

    Cioè? Corda senza troppi giri di parole sostiene che gli ex a vario titolo, in questo caso Boldini in panchina e Greco in campo, abbiano sempre il dente particolarmente avvelenato. «Possibile che tutti questi che vogliono così bene al Como poi ci mettano il duecento per cento per crearci problemi e farci la guerra? È successo con Ardito, con Ambrosini... poi magari con gli altri invece si scansano...».

    Accuse onestamente non condivisibili e molto discutibili, da tutti i punti di vista. «Ma io ci tengo a sottolinearlo, vedremo se l’Olginatese con il Mantova farà lo stesso...».

    Ma il problema non è l’Olginatese, è il Como. «Questo certamente, non sto cercando alcun alibi. Scuse non ce ne sono. Anzi,casomai sapendo che possono crearsi situazioni come queste siamo noi a dover dare ancora qualcosa in più. E invece abbiamo fatto il contrario. Anche se abbiamo avuto più occasioni che contro l’Ambrosiana non abbiamo comunque meritato di vincere».

    Ce n’è però anche per l’arbitraggio. Su cui Corda non va certamente leggero. «Una direzione di gara inguardabile, e irrispettosa nei nostri confronti. Ci ha annullato gol validi, ci ha negato un rigore, ha gestito male i cartellini. E poi quell’assurdità sull’azione del rigore... Certamente l’arbitraggio ha influito sul risultato. È stata una designazione fatta troppo alla leggera, probabilmente vedendo la prima contro l’ultima... Non ci siamo davvero mai lamentati quest’anno degli arbitri, sono state tutte direzioni abbastanza buone. Questa però davvero è incommentabile».

    E si è ricaduti in un nervosismo dannoso, che non ha aiutato. «Sì, ma era davvero dura reggere quell’arbitraggio... Detto questo, per noi era una partita da vincere almeno con tre gol di scarto, sulla carta, se vogliamo vincere il campionato. E dunque niente alibi. Torno a dire che la colpa è nostra, di un atteggiamento troppo presuntuoso».

    Corda resta comunque convinto che l’organico sia assolutamente all’altezza della situazione. «Ma certamente sì, non ci serve altro. Anche domenica non è stata una questione di singoli ma di atteggiamento della squadra».

    E quindi? «Quindi torneremo a usare il bastone, devono capire tutti che così non si va da nessuna parte».

    E adesso, come un anno fa, lo scontro diretto diventa ancora più decisivo. E il successo del Como dipende anche dagli errori del Mantova. «Adesso io penso a Ciserano, tutti dobbiamo pensare solo a quello. Non c’è niente di perduto, abbiamo quattordici partite. Se le vinciamo tutte andiamo in serie C. Tutte, senza pensare a chi abbiamo di fronte».

  • Ginnica ’96, due ori e due argenti E per l’Ag Comense un bronzo
    Un bilancio positivo per le società comasche in gara a Castelletto Ticino, nella prova d’apertura del campionato di Insieme e Coppia di ritmica

    Due ori e due argenti per la Ginnica ’96; un bronzo per l’Ag Comense. Un bilancio positivo per le società comasche in gara a Castelletto Ticino, nella prova d’apertura del campionato di Insieme e Coppia di ritmica.

    Proprio nelle Coppie Junior è arrivato, grazie a Nicole Cera e Alessia Speziali, il primo successo, targato Ginnica ’96. La società olgiatese ha bissato l’oro nella categoria LD nel Collettivo con Arianna Capros, Beatrice Caracuianu, Martina Cattaneo, Gaia Di Pasquale, Simona D’Orrio e Vittoria Sartori. Nell’Insieme LA , la squadra formata da Anna Forlico, Alessia Gaudenzi e Michela Marchesi ha intascato il secondo posto, dopo aver condotto una gara in modo molto preciso e determinato.

    Ginnica ’96 d’argento anche nella categoria LD, nella mista Collettivo, grazie a Asia Arrighi, Martina Bianchi, Isabella Galvani, Chiara Gelso e Sofia Viotti. Settimo posto per le olgiatesi nel Collettivo LD. Un alloro anche per l’Ag Comense, terza nel Collettivo LD con Nicole Bordogna, Sara Cappelletti, Giada Casartelli, Gaia Furlan, Alice Ghirardelli e Arianna Sarti Cipriani.n